I 5 Stelle compatti contro l’idea del candidato governatore del centrosinistra Arturo Lorenzoni di tagliare l’1% del bilancio sanitario regionale per comperare bus elettrici.
«Mai taglierei fondi alla sanità che già Zaia ha ridotto a favore di quella privata – esordisce il candidato governatore Enrico Cappelletti – eppure Lorenzoni dichiara di volere ridurre i fondi alla sanità veneta, circa 90 milioni annui, per acquistare nuovi autobus a Padova.
Premesso che la sanità deve essere un tema sul quale i fondi non si tolgono ma in caso si aumentano, con quale diritto Lorenzoni vuol privare i veneti di 90 milioni a discapito della sanità e per il solo beneficio della città in cui vive? Potrebbe abbandonare l’idea di un tram obsoleto mono rotaia dal costo di circa 100 milioni di euro e utilizzare quei fondi o altri per un completo rinnovo dei mezzi pubblici puntando a filobus elettrici dal costo di acquisto e gestione nettamente inferiore e per nulla invasivi – conclude – dobbiamo ancora superare l’emergenza sanitaria da Covid-19, che deve responsabilizzarci ancor più, e qualcuno vorrebbe farlo per acquistare bus?».
Unanimi il candidato consigliere regionale Simone Borile e il consigliere comunale Giacomo Cusumano affermano che «La sottrazione di fondi alla sanità del Veneto è lo specchio di una mannaia che mai un presidente di Regione agiterebbe nei confronti dei cittadini. La sanità pubblica non va assolutamente toccata, siamo ancora in emergenza Covid-19, i posti letto sono diminuiti di circa il 24% negli ultimi decenni. Dobbiamo potenziare, non sottrarre fondi. Siamo favorevoli ai mezzi elettrici, ci chiediamo però perché Lorenzoni non lo abbia mai proposto prima della sua candidatura e prosegua con l’intenzione di cementificare Padova, dalla stazione a Voltabarozzo, con il cadaverico SIR3. Se è così sensibile all’ambiente perché insiste sulla lottizzazione del Basso Isonzo? Facile predicare bene, ma poi razzolare male».
Fonte: Gazzettino di Padova del 09/07/2020 di L.M.