Le prossime elezioni regionali saranno in Veneto il banco di prova anche per la sopravvivenza di commercianti, artigiani e aziende industriali – dichiara Simone Borile, candidato al Consiglio della Regione del Veneto – che sempre più manifestano perplessità sul futuro. Alcune associazioni di categoria hanno dichiarato che molti piccoli negozi, a Padova, chiuderanno entro l’anno.

Tristemente, tutto ciò non è riferibile unicamente ad una gestione nazionale che ha dovuto affrontare improvvisamente una emergenza sanitaria poi divenuta planetaria, bensì di una eccessiva pressione economico-locativa e fiscale – prosegue Simone Borile – per tributi locali da revisionare, di un discutibile sostegno economico o di benefici e iniziative regionali nonché di uno smilzo sostegno alle associazioni stesse di categoria.

L’eccessiva cementificazione commerciale in Padova, per aperture sfrenate di nuovi supermercati e colossi del bricolage o le nuove destinazioni d’uso commerciali, rischia di spazzare via molte nano imprese padovane, le cosiddette botteghe, che custodiscono a fatica molti posti di lavoro offrono.

Il vice sindaco di Padova Arturo Lorenzoni, che si definisce ambientalista, tanto ha voluto a Padova il colosso commerciale Leroy Merlin, quasi a ridosso delle mura di Padova, che tanto produrrà smog e traffico, – aggiunge Borile – con insufficiente impatto ambientale positivo. Al contrario, circoleranno almeno 2 milioni di automezzi in più all’anno e l’impianto fotovoltaico non potrà certo compensare lo smog prodotto dalle auto se non in parte quello di CO2.

L’apertura quasi recente di un supermercato Despar, incastonato all’interno dello storico ex Foro Boario in Prato della Valle, appare una minaccia al commercio della Piazza e degli ambulanti. Aspiag Service Srl è proprietaria del marchio Despar, il sindaco Sergio Giordani è stato in passato Consigliere Delegato di Aspiag Service S.r.l.; inoltre è stato direttore centri commerciali/Aspiag Gestioni S.r.l secondo il Business Report del 2012: nulla di male e nessuna accusa, ma proprio queste sue esperienze – dichiara stupito Simone Borile – potrebbero fargli valutare un rallentamento per dare fiato ai commercianti e all’ambiente, evitando in futuro una ulteriore devastazione del suolo e l’eventuale aumento di negozi chiusi per eccessiva presenza di supermercati e grandi distribuzioni.

Padova non è una azienda, non la si trasformi in una colata di cemento tra nuove Lorenzoniane linee per un tram obsoleto e supermercati che potrebbero desertificare drammaticamente aree in quartieri già penalizzati. Le riqualificazioni – conclude Borile – devono essere esempi virtuosi per il bene del territorio, dei cittadini e delle imprese. Non una condanna.